Emozionarsi: perché è importante?

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Quante volte abbiamo sentito dire, ai bambini ─ Non piangere! ─ spesso seguito da un ─ Non fare la femminuccia!

E quante volte, magari davanti ad un film commovente e strappalacrime, ci siamo accorti che facevamo di tutto per nascondere l’emozione e la voglia di piangere… per vergogna, per non essere giudicati negativamente.

Non era consentito emozionarsi. Come fosse un incontrovertibile segno di debolezza, di insicurezza.

Sembrava inaccettabile: dovevamo necessariamente imparare a controllare, a reprimere, la nostra emotività.

E non perché ci fossero contesti nei quali sarebbe risultato inadeguato… ma perché era inadeguato e basta, ovunque e sempre.

Era la cultura de l’uomo che non deve chiedere mai supportata, per qualche tempo, persino dai mass-media nella comunicazione pubblicitaria. Il modello dell’eroe emotivamente inattaccabile, invincibile perché libero da emozioni, solido di fronte al dolore, capace di controllare e reprimere ogni incertezza, trasformandola in assoluta sicurezza. Il modello dell’uomo virile e potente, della donna forte che sa qual è il suo posto.

È tramontata un’epoca. Per fortuna siamo tornati a riconoscere la naturalezza dell’emozionalità, la fragilità nell’animo umano, e a prescindere dal genere. Oggi uomini e donne che si concedono di emozionarsi non sono più deboli e inadeguati, ma umani, vivi, fragili, forti e coraggiosi.

Se oggi chiedessi ad una donna ─ Secondo il tuo punto di vista l’uomo virile può emozionarsi? ─ già so che sentirei rispondermi ─ Perché non dovrebbe?

E l’uomo stesso non valuterà più la donna che si emoziona debole, volubile e fragile come, invece, sarebbe stato scontato un tempo.

Negare la fragilità è fragilità.

Oggi abbiamo riscoperto che essere umani significa emozionarsi. Legittimare quella parte di noi che non analizza, scompone, soppesa, valuta e giudica, ma conosce per identità, per osmosi emozionale, empaticamente, senza interferenze logiche.

Siamo nel mezzo di un cambiamento epocale, stiamo restituendo all’anima il sentire profondo. Quella parte che per secoli è stata concettualmente svalutata e asservita alla razionalità.

L’emozione è il codice dell’esperienza! E non c’è esperienza senza lacrime e sorrisi.

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Claudio Venuto

Esperto di comunicazione, intelligenza motiva, automotivazione e miglioramento personale. Fondatore del progetto Realize Yourself®.

Formatore, Personal Coach, Trainer psicologico e Consulente filosofico. Autore, ricercatore.

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Tutto è iniziato con l’amore per la filosofia, orientale ed occidentale, per la scienza, per quegli uomini che nella storia dell’umanità hanno sentito il desiderio di impegnarsi per capire il senso delle cose.  La psicologia, la linguistica, l’intelligenza emotiva.

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